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Filosofia e Politica
DIFENDO DANTE DAI PERFIDI CORPORATIVISTI
DANTE SOTTO L’ATTACCO DELLE CORPORAZIONI



C’è una guerra in corso che la maggior parte delle persone, ottenebrate da decenni di propaganda settaristica e ideologica, pare essere stata resa antropologicamente impossibilitata a discernere.



E’ una guerra aperta, ormai, mossa contro i fondamenti della Cultura Occidentale, ciò che Magdi Cristiano Allam definisce correttamente i “valori non negoziabili” della nostra civiltà.



L’attacco è partito contro il Crocifisso nei luoghi pubblici e con la negazione di inserire le origini greco-romano-cristiane nel Preambolo della Costituzione della nascente Europa, mentre in sottofondo si assisteva, con stupida tolleranza, al messaggio sottile e ovattato, ma perfido, di quella pubblicità che destina senza mezzi termini all’uso della carta igienica gli spartiti di Mozart e le pagine altrettanto sublimi della Divina Commedia. Ed ora ecco la sortita di una associazione no-profit, tale “Gherush92”, ente italiano di chiara matrice giudaica, che chiede in sede ONU (presso cui è accreditata!) lo stralcio del capolavoro dantesco dall’elenco dei titoli di testo nelle scuole.



Perché è grave quanto paventato? Perché si tratta di una iniziativa internazionale che si configura come un precedente non trascurabile in materia di libero pensiero. Non solo, è da attendersi che l’iniziativa possa trovare l’appoggio di alcuni “paesi canaglia”: ci sarà da andarne fieri? In ogni caso, in un clima di generale Politically Correct spinto alle estreme conseguenze come quello attuale – per non parlare della sudditanza da sempre imposta dall’Industria dell’Olocausto (N. Finkelstein, Milano, Rizzoli, 2002) – è probabile che il successo dell'associazione “Gherush92” vada al di là delle proprie stesse aspettative.



La questione, dunque, non può e non deve essere sottovalutata.

Importante è comprendere che non si tratta di semplici casi: questo non è il Festival degli Imbecilli. Questo è un preciso e capillare progetto di discredito della Cultura Occidentale ove ben poco si deve credere che sia lasciato al caso. Siamo di fronte ad una precisa strategia. Esiste evidentemente un mondo dove si fanno ottime carriere se si accetta di fornire determinati contributi, come per esempio accettare di fare un filmetto leggero sullo sterminio degli ebrei: si può ottenere non solo un “oscarino”, ma pure una candidatura al Nobel per la Letteratura che definire scandalosa sarebbe «dicer poco».



Chi sono i protagonisti degli attacchi sopra citati? Contro il Crocifisso, si ricorderà, si era scagliato l’UCOII, ente italiano accreditato in stretta parentela con i Fratelli Musulmani; la pubblicità della carta igienica (per la cronaca: la Foxy”), è una creazione dallo Studio Lowe Pirella Fronzoni (la verità dei cognomi…), mentre di “Gherush92” si è già detto.



Ebbene, il CLSD ha già fatto sentire la propria voce con una nota pubblicata da “Il Giornale”, ed. genovese, pagina della Cultura, n. 14, 23 marzo 2012. Diversi, inoltre, sono stati gli interventi di molti nomi noti del mondo della cultura italiana, tra cui registriamo con piacere la voce del Premio ‘Pax Dantis’ 2010, Magdi Cristiano Allam.

Non abbiamo invece ascoltato la voce di Roberto Benigni: “Tutto Dante” tace?



Ma non è tanto il silenzio di un Benigni a colpirci (quello, anzi, non ci meraviglia affatto, dati i lauti compensi ricevuti da quel Grande Intellettuale): la cosa davvero singolare che abbiamo rilevato è che in tutti gli interventi diversi da quello da noi proposto, l’argomento usato invariabilmente a difesa di Dante è uno dei più deboli e, invero, dei più pericolosi: Dante - si ammette - avrebbe scritto di certe istanze etiche in un’epoca lontana, per cui il suo messaggio non sarebbe giudicabile con il metro di oggi, ma deve essere contestualizzato.



Ebbene, dato che le principali critiche alla Divina Commedia sono della massima importanza sul tema cruciale della Fratellanza Universale (le crucis del settarismo giudaico e islamico), ammettere la possibilità di contestualizzare Dante significa relegarlo nel novero degli autori non universali, cioè confinare il suo messaggio nell’angolo vuoto dello storicizzato; il che, a sua volta, vuol dire negare di principio ogni valore a qualsivoglia tentativo di attualizzazione del messaggio dantesco e quindi, in estrema sintesi, A UCCIDERE IL VELTRO, che, come ben noto, a nostro parere è la medesima Divina Commedia.



Il CLSD non può cadere in queste trappole verbali ed anzi rilancia la propria critica implacabile contro l’arte bieca dei corporativismi di rigettare in faccia agli esponenti del libero pensiero, come Dante, i propri stessi pesantissimi difetti.



Riteniamo importante il giudizio e, eventualmente, l’appoggio di tutti i nostri simpatizzanti. Vi invito ad esprimere il vostro pensiero scrivendo a lunigianadantesca@libero.it o partecipando alla pagina di discussione su Facebook degli AMICI DEL CENTRO LUNIGIANESE DI STUDI DANTESCHI.



In attesa, riproduciamo qui i termini della nostra difesa di Dante:



1) ACCUSA DI OMOFOBIA:



Dante non punisce i sodomiti in senso moralistico. Il loro dominio è quello dei "Violenti contro Dio e Natura". Gli omosessuali non solo operano atti contro una incontestabile legge di Natura (l'unione del Maschio e della Femmina), ma violentano, non procreando, quella legge fondamentale della Conservazione della Specie (peraltro ancora da definire: lo sarà solo con Darwin...) che è imposta agli esseri umani per comandamento di Dio: andate e moltiplicatevi. Come negare che se fosse per gli omosessuali l'umanità in una sola generazione non esisterebbe più? DANTE HA RAGIONE. Ciascuno faccia quello che vuole, ma anche un Filosofo sarà sempre libero di interpretare come gli pare l'Uomo e la Natura: a maggior ragione un genio come Dante.

Il quale - tanto per dirla tutta - aveva avuto tre figli... (Tié!).





2) ACCUSA DI ISLAMOFOBIA:



Abbiamo letto che Dante sarebbe islamofobico in quanto relega Maometto nella profondità di Malebolge per eresia. Niente di più falso: Dante condanna Maometto non in quanto eretico, ma perché “Seminatore di scismi e di discordie”. Il sedicente profeta è spaccato in due come un animale perché ha spaccato in due l’umanità, dividendola in Fedeli e Infedeli, dividendo il Mondo in “Terra dell’Islam” e “Terra della Guerra”. Chi si deve assumere la responsabilità di un simile canone: Dante o l’Islam?

Ma c’è una cosa di cui stranamente questi alti esegeti della “Gherush92” si dimenticano: il Saladino (il condottiero islamico per eccellenza!), è collocato nella tranquillità del Limbo, messo, seppure in disparte, tra i giganti della cultura classica. Insomma, se Dante fosse stato islamofobico, mai un Saladino avrebbe potuto essere collocato accanto a spiriti nobili come Platone ed Aristotele. Non solo, nel Limbo sono citati anche Avicenna e Averroé, che proprio di Platone e di Aristotele furono tra i primi grandi commentatori, i quali, celebrati da Dante, furono invece costretti alla massima prudenza in casa loro; Averroé, in particolare, fu perseguitato per l’intera esistenza come eretico dalla Inquisizione islamica (la Minha), che, per chi non lo sapesse, fu addirittura istituita già nel corso del IX secolo.





3) ACCUSA DI ANTISEMITISMO



Si dice che Dante sia un antisemita perché considera gli ebrei dei deicidi. Beh, è ancora da dimostrare che teologicamente abbia torto, ma non è questo il punto. Il punto è che non c’è nulla di razzistico nel dominio dantesco: i premi e le punizioni vengono assegnati per gli atti compiuti in forza dell’ignoranza o della cattiva qualità delle culture professate, non certo per il colore della pelle o per l’etnia di origine. Si potrà dunque senz’altro parlare di un Dante antigiudaista, ma mai di un Dante antisemita.



Vediamo quindi di fare definitiva chiarezza.



Per Dante la Nobiltà, quella d’animo degli Uomini di Buona Volontà di cui è massimo ammaestramento il Canto VIII del Purgatorio, non conosce né ideologie, né settarismi. Da questo insegnamento, anzi, intendiamo che se mai l’Umanità riuscirà a conquistare l’Età della Pace Universale, sarà perché saprà porsi bene al di là di ogni settarismo e di ogni ideologismo.



Il principio si riassume in un aforisma molto semplice: «Finché nella Storia ci saranno Eletti, Fedeli e Compagni, ci saranno sempre anche Camerati con le stesse identiche “ragioni”».



In ciò, il segreto svelato è che Dante assume Dio come supremo riferimento: tutti gli uomini sono dotati in partenza della medesima dignità rispetto al sistema di riferimento assoluto di un Dio che non può parlare di guerra. Il che non è altro che la sintesi corretta, si ricordi, della Lectio Magistralis di Benedetto XVI di Ratisbona.



In ultimo, dunque, il problema che attanaglia il cuore di certuni è il tema della Fratellanza Universale. Le grandi corporazioni settaristiche si sono accorte dei contributi portati negli ultimi anni su questo concetto cruciale da alcuni centri di Libero Pensiero (compreso il CLSD) ed hanno capito che l’unica strada per non subire lo scacco è quella di porre all’Indice le opere dei grandi Maestri universali, come Dante, e di mettere al bando i loro simboli unificanti, come il Crocifisso, agitando all’occorrenza il solito vessillo ricattatorio dell’Olocausto o lo spauracchio delle Crociate.



Ebbene, il fatto che ora queste corporazioni se ne escano così sfacciatamente alla scoperto, in modo solo apparentemente maldestro, pretendendo addirittura di stabilire per legge ciò che si può leggere, oltre già a ciò che noi dobbiamo ricordare, ci rallegra invero non poco: queste pretese, di stampo prettamente nazista, non possono che segnare il trionfo di Dante e di tutto il Libero Pensiero che mai lo tradirà.



Mirco Manuguerra

(Centro Lunigianese di Studi Danteschi)

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