Libri
Caro collega ed amico. Lettere di Etienne Gilson ad Augusto Del Noce (1964-1969)
Autore: Etienne Gilson, Augusto Del Noce - a cura di Massimo Borghesi Anno pubblicazione: 2008
Casa editrice: Cantagalli PP: 168
Prezzo: € 18,50  

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MASSIMO BORGHESI, ordinario di Filosofia Morale all’Università di Perugia, ha curato la pubblicazione del carteggio intercorso fra Etienne Gilson ed Augusto Del Noce durante il significativo periodo conciliare e post-conciliare, tra il 1964 e il 1969. L’edizione presenta un’articolata introduzione del Prof. Borghesi, che ha raccolto e tradotto lettere in larga parte andate smarrite.


Viene, così, offerto il testo in lingua originale e le copie anastatiche delle lettere scritte a macchina e anche a penna direttamente dal grande filosofo francese.


E’, questo, un documento storico, biografico e intellettuale di inestimabile valore, perché sintetizza e condensa un percorso complesso a partire da due sensibilità tanto diverse quanto complementari come quella di Augusto Del Noce ed Etienne Gilson. Il nodo tematico è sempre lo stesso, insistente, approfondito, sviscerato: il ruolo della filosofia credente nello spazio della modernità. La modernità è, sia per Del Noce che per Gilson, un problema. Non qualcosa di teoreticamente scontato o un destino ineluttabile, ma qualcosa da tematizzare, criticare ed aggredire.


Il pensiero di Cartesio è l’origine della scissione tra l’autonomia del pensiero e della scienza e l’apertura alla metafisica, una scissione che si riflette interamente sulla modernità. Di qui il problema, la crisi immanente alla modernità. La modernità è, di fatto, crisi, scissione, auto riflessività. Qui scopriamo che l’impianto di Habermas, critico della modernità con chiare caratteristiche anti-metafisiche, non regge e, di contro, la teoretica metafisica di Gilson riapre la partita con il Moderno, pur al di fuori dei suoi schemi logico-analitici.


Per Gilson il metodo della fisica ha la priorità nell’impianto filosofico di Cartesio, mentre del Noce ritiene l’approccio metafisico a fondamento del metodo medesimo. Secondo lui rappresenta in seguito l’origine dell’ontologismo di filosofi come Malebranche, Gerdil, Gioberti e Rosmini.


Quindi la metafisica cartesiana, letta in questo modo, può essere la chiave per capire la modernità in quanto interpretazione dell’opposizione tra la ragione scientifica e la fede religiosa: la ragione coglie in modo naturale la nozione della divinità, come pre-metafisica, ed apre la via alla speculazione logico-deduttiva della metafisica.


Il carteggio è particolarmente importante anche perché documenta una dialettica iniziale e, infine, un accordo sostanziale fra i due filosofi. Del Noce vede in Gilson un alleato nell’opposizione al progressismo ideologico molto presente nella cultura cattolica della seconda metà degli anni 60. Ad esso, verrà contrapposto una sorta di “Tomismo esistenziale”: l’esistenza è il luogo nel quale le verità si colgono in modo naturale per venir sottoposte al vaglio della ragione in una tensione tra ragione e realtà, fede e ragione che articolano la dialettica interna al cristianesimo.


Questa dimensione dialettica interna alla cristianità è il problema del nostro tempo, che vede un nuovo profilo di discorso pubblico e una invecchiata laicità. L’attualità del carteggio è decisa, dunque, dalla realtà del presente.





La RAI ha parlato del libro con il Prof. Borghesi al TG2 e a Mizar, il quotidiano “Il Foglio” ha riportato le prime bellissime lettere. http://www.edizionicantagalli.com/rassegna_stampa/index.shtml


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