Libri
Non è lo stesso Dio, non è lo stesso Uomo BIBBIA e CORANO a confronto
Autore: Carlo Panella Anno pubblicazione: 2009
Casa editrice: Cantagalli PP: 198
Prezzo: 13,80  

PER ORDINARE QUESTO LIBRO SCRIVERE A club@edizionicantagalli.com

Non è lo stesso Dio, non è lo stesso Uomo è l'ultimo libro di Carlo Panella.
Carlo Panella, inviato speciale, scrittore, collabora con “Il Foglio”, “l'Occidentale” ed è responsabile delle tribune politiche Mediaset. Si è occupato del fenomeno dell'Islam specialmente per quanto riguarda l'aspetto estremista
Con questo testo vuole chiarire, in virtù del clima di confronto - scontro tra le varie religioni, che Bibbia e Corano sono due testi che propongono visioni del mondo e del divino radicalmente diverseMolti parlano genericamente di “Popoli del libro” ritenendo che ebrei, cristiani e musulmani, siano uniti dallo stesso Libro, sostanzialmente dalla stessa rivelazione che ha preso forme diverse nel tempo
Nel corso di questo puntuale saggio Panella mostra che questa visione ecumenica è in realtà connotata da una superficialità che non tiene conto delle fonti. Mettendoci di fronte ai singoli brani posti a confronto emerge il quadro di due contesti religiosi completamente diversi. “Il Dio islamico è altro, perché non crea Adamo a sua immagine e somiglianza”. Il Dio degli ebrei stringe un patto di Alleanza con la progenie umana, mentre quello islamico chiede la sottomissione
All'uomo del Corano manca la dimensione della Psyché, manca l'approfondimento psicologico che affronta l'eterno conflitto tra Eros e Thanatos. Manca l'elaborazione della pulsione di morte ed ecco che, secondo Panella, possiamo allora comprendere la “teologia della morte” che hanno elaborato l'Islam wahabita-salafita e quello khomeinista
Emerge un concetto di umanità diversa in quanto “la teologia islamica non conosce il concetto di persona
L'uomo dell'Islam non può porsi il problema di stringere o meno il patto con Dio, può soltanto sottomettersi senza alcun margine di libertà. L'albero non è il simbolo della conoscenza del bene e del male, ma della sottomissione
L'autore spiega anche in che misura l'Islam abbia un debito nei confronti dell'Ebraismo e del Cristianesimo
Dobbiamo pensare alla “fecondazione che la filosofia greca, latina e proto cristiana operò sul pensiero musulmano” e prendere atto che “la storia scientifica dell'Islam è patrimonio esclusivamente occidentale” ...”in quasi nessun paese musulmano esistono studi accademici o scientifici dell'Islam” e “la storia è materia di fatto ignorata dalla cultura arabo-islamica contemporanea
L'opera di Averroè che aveva lo scopo di sconfiggere la dogmatica antifilosofica, imperniata sulla concezione del Corano Increato, fu messa completamente al bando, decretando l'espulsione della filosofia dall'Islam. L'idea di un Corano Increato e di un purismo linguistico (il Corano è tale soltanto in arabo, la lingua del profeta) che non accettasse storicizzazioni, né revisioni, né interpretazioni fu eletta a garanzia di coesione di una Umma che rischiava la disgregazione
Lo scontro di civiltà va dunque visto come ingrediente sostanziale di quell'Islam che espelle l'umanesimo e la cultura da se stesso. Il filosofo, lo scienziato deve abbandonare la sua scienza e la sua logica, pena la perdita della fede. Ecco che l'Islamismo diventa un'ideologia totalitaria in cui non è il Lògos ad avere un peso, ma il “Libro” al quale non è possibile accostarsi con gli strumenti della ragione. E se qui sta la chiave del successo del fondamentalismo islamico, qui sta anche il presupposto di un islamismo che si pone contro la civiltà islamica nella misura in cui un gruppo crescente di estremisti cerca di eliminare dall'Islam e dal mondo qualsiasi moderato

PER ORDINARLO SCRIVERE A club@edizionicantagalli.com
 
 
Associazione Verso il Cenobio
 
 
Eraklito 2000
 
 
 
CENACOLO FACEBOOK
 
Edizioni Cantagalli