Libri
Il cemento dell'universo
Autore: Luigi Cimmino Anno pubblicazione: 2009
Casa editrice: Cantagalli PP: 200
Prezzo: € 18,50  

Il cemento dell'universo di Luigi Cimmino, docente di gnoseologia all'Università di Perugia, affronta la filosofia di F.H. Bradley che suscita interesse nell'attualità filosofica riguardo all'annosa questione degli universali. Quel problema del rapporto dell'uno con i molti che apre questioni di ogni ordine, come abbiamo visto sopra con il libro di Villey sul tema del diritto.

Viene affrontato il tema del "regresso" trattato da Bradley : ogni cosa particolare che cade sotto l'esperienza, come una zolletta di zucchero, ha bisogno di entrare in relazione con degli universali come ad esempio la dolcezza e la bianchezza. Ma la dolcezza che funge da esemplificazione per lo zuccherino, deve essere a sua volta esemplificata. "Per diventare costituenti di un oggetto tutti gli universali devono essere esemplificati" Ma l'esemplificazione medesima è un universale e quindi dovrà essere a sua volta esemplificata andando a cadere in un infinito regresso.



Tuttavia l'applicazione di un concetto non è un'operazione epistemica compiuta dalla mente, se assumiamo che l'idea sia un vero e proprio universale esemplificato nella realtà e quindi abbia un valore concreto.

Nel frattempo acquista il valore di atto epistemico poichè il contenuto universale è separato dall'unica esemplificazione dell'esperienza attuale. Ogni cosa, ogni singola esperienza nel tempo, infatti rimanda ad altre realtà dalle quali è determinata a causa della relazionalità dell'essere. Anche se è distinta e isolata in se stessa, ogni singola esperienza è intrinsecamente determinata da altre realtà: si può dire che il suo contenuto trascende l'esistenza.



Quindi l'idea è un astratto nel quale si manifesta una realtà concreta che eccede quell'astrazione. Una realtà che rimanda a una totalità concreta. "Ciò che è nel mio cervello deve dopotutto trovarsi in qualche luogo dell'universo"



L'impostazione potrebbe far venire in mente il pensiero di Hegel, ma è ben diversa e anzi vi si oppone e la rovescia. Non è infatti a partire dal concetto che si deduce la realtà, ma è nell'analisi dell'applicazione del concetto allla realtà che si deduce l'eccedenza del reale che dona valore di realtà all'idea.





Viene svolto nel testo un entusiasmante confronto tra Bradley e l'originalità argomentativa di Wittgenstein che liquidando il problema degli universali con ciò che chiama "somiglianze di famiglia" e "giuochi linguistici", pone a tema il problema del seguire una regola. Ad esempio nel gioco degli scacchi, qual'è la connessione che esiste tra l'intenzione e l'oggetto dell'intenzione? Tra la cognizione delle regole, che forma appunto il gioco degli scacchi, e la capacità di interpretarle giocando una partita? Evidentemente c'è una connessione metafisica, sostiene Bradley, tra le nostre intenzioni e gli oggetti intenzionati. La sensatezza dei "giochi"che conduciamo è "apparenza parziale di una esperienza in cui davvero tutto è contenuto nell'idea" .



In questo senso il cemento dell'universo, rappresenta quella "colla mentale" che garantisce la conoscenza del mondo reale al di là delle visioni soggettivistiche e relativistiche che negano la possibilità di fondare la conoscenza.

Recensione di Francesco Corsi
 
 
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