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Dai briganti dell’Ottocento ai terroristi dei giorni nostri - di Marisa Marraffino
Data:   08-07-2008
Dai briganti dell’Ottocento ai terroristi dei giorni nostri: capire la criminalità associata per sconfiggerla. Questo il delicato tema affrontato dal Procuratore aggiunto della Repubblica di Firenze, Rosario Minna, nell’ultimo libro “Crimini associati, norme penali e politica del diritto” , edito da Giuffré. Un’analisi critica e dettagliata della storia della criminalità degli ultimi due secoli, vista dall’occhio pratico del magistrato, che indaga sui fatti e scopre un ideale filo conduttore che attraversa tutta l’opera e guida il lettore dentro i problemi del Mezzogiorno, fino alla nascita di Tangentopoli e al ”celebratissimo” Bin Laden. All’analisi storica e politica si affianca sempre quella giuridica, articolata attraverso un linguaggio che ha il pregio della semplicità e della chiarezza. Un volume rivolto agli operatori del diritto, ma non solo, che vuole essere uno strumento agile per comprendere i fatti più importanti degli ultimi due secoli, attraverso una chiave di lettura critica e attuale.

E lo conosce bene, l'autore, quell'intreccio diabolico fatto di connivenze e clientelismi, così radicato nella cultura e nella storia italiana. Rosario Minna, magistrato di origine meridionale ma trapiantato a Firenze dove attualmente lavora, ha condotto importanti indagini proprio sugli attentati terroristici negli anni di piombo e ha già scritto monografie sulla mafia.

Minna abbandona i luoghi comuni e lascia parlare i fatti e soprattutto la legge, attraverso le evoluzioni normative del codice penale e delle leggi di pubblica sicurezza, facendo emergere le ipertrofie dell’economia e della politica, individuandone gli anelli deboli e le fitte trame.

Il primo capitolo è dedicato al banditismo preunitario e alle prime codificazioni che “aprono sì strade ed orizzonti nuovissimi, ma impongono anche problemi di nuovo conio”. Segue un’analisi dettagliata della politica criminale dell’Italia unita, fino alla nascita del codice penale e agli effetti involutivi del fascismo. L’analisi ha il pregio di tentare di spiegare, partendo dal tessuto normativo, la nascita e la successiva evoluzione di fenomeni che nutrono l’egocentrismo di dittatori assoluti. Da Mussolini a Bin laden, tutti accomunati da una strategia politica fondata sull’incapacità assoluta dello Stato di dettare principi chiari e democratici.

Tre capitoli interi sono, poi, dedicati alla mafia, ai suoi pericolosi intrecci con la politica e con le istituzioni. Minna, consapevole di quanto delicata sia la materia, affronta il problema dei pentiti e della difficoltà nella formazione della prova nei processi di stampo mafioso. L’analisi è quella del magistrato, che non perde mai di vista lo schema processuale e il dettato normativo, che fanno costantemente da sfondo ad ogni fatto di cronaca, ad ogni strage, ad ogni pagina di storia. E all’interno del capitolo dedicato a mafia e politica, trova spazio anche il fenomeno di Tangentopoli, che nasce proprio come precipitato della corruzione politica. Una forma di “collaborazione” tra mondo politico e mondo degli affari che l’autore associa al fenomeno mafioso in generale, capace di creare grosse associazioni e un potere fortissimo, addirittura alternativo a quello dello Stato, immutabile e pertanto prevenibile e aggirabile.

L’opera si conclude con una riflessione sul terrorismo internazionale e sulle possibili forme di lotta contro la criminalità associata, lasciando profilare la speranza riposta nelle Nazioni Unite e nel rafforzamento dell’Unione Europea. Uno spiraglio che, a sessant’anni dalla Costituzione, l’autore vuole lasciare aperto , prospettando l’ennesima lotta per la democrazia e i diritti umani. Con la speranza che, alla fine, il diritto riesca a dominare, questa volta sul serio.

Rosario Minna

Crimini associati, norme penali e politica del diritto.

Aspetti storici, culturali, evoluzione normativa

Giuffrè editore

Pagg. 524, euro 45, 00

 
 
 
 
 
 
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