Recensioni
Il Domenicale - UN LIBRO DI BUONE OSSERVAZIONI SPECULATIVE PER RISTABILIRE IL LINGUAGGIO DELLA VERITA
Data:   18-10-2008
Raffaele lannuzzi (studioso di filosofia, che certo non gli si fa torto se lo si definisce "ultimo" alla scuola, grande, di tipi quali Antonio Rosmini Serbati, Lord Acton, Luigi Sturzo, Cornelio Fabro e Augusto Del Noce) è ben convinto di una cosa. Che la Modernità (quella "cosa" filosofica con cui da qualche secolo si duella, e che non è tout court l`epoca moderna) è in crisi profonda, quasi mortale. Poco originale, direte voi? Tutt`altro, giacché lannuzzi imputa tale omicidio alla Modernità stessa,

colpevole di asfissiarsi con le proprie mani, inadeguata a risolvere i problemi che essa stessa pone (anzitutto a se stessa) e incapace di stare in società, figuriamoci al mondo. Sempre fuori tempo, insomma, la Modernità, e mai al proprio posto. Dì questo funerale imminente lannuzzi dipinge lo scenario in un libro che è un compendio di buone osservazioni speculative, Il suicidio della modernità, niente di meno esplicito, edito ora dalla senese Cantagalli (pp.196, €14,00) e di cui proponiamo in pagina uno stralcio bello e sapido; un assaggio, cioè, del metodo e dello stile dell`autore, e una piccola avance, insomma una promessa, dei suoi ulteriori affondi.

Pregio non ultimo dell`opera è peraltro quello di ristabilire la verità del linguaggio filosofico (come qui si mostra) mediante una battaglia importante che altri hanno invece già purtroppo lasciato, seguito dal coraggio di non temere le proprie idee. Che quando son vere è ancora più coraggioso il dirle, ma pure più meritorio
 
 
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